← Tutte le recensioni
Locandina di Mission: Impossible - The Final Reckoning 4.5
Mission: Impossible - The Final Reckoning (2025) · © Eagle Pictures / Paramount Pictures

Recensione

Mission: Impossible - The Final Reckoning- La recensione del film

4.5 / 5 2025 Regia di Christopher McQuarrie Visto il 22 maggio 2025

L’intelligenza artificiale minaccia la fine del mondo - e, in qualche modo, anche quella del cinema - ma Tom Cruise è pronto a salvarli un’ultima volta. Il futuro dell’umanità è affidato al suo impegno, alla determinazione e al tempismo (soprattutto delle donne che lo affiancano).

Mission: Impossible - The Final Reckoning non è soltanto un nuovo capitolo della saga con protagonista Ethan Hunt, ma la conclusione di un percorso durato quasi trent’anni. Un film che guarda al futuro mentre, allo stesso tempo, sembra voler difendere tutto ciò che il cinema ha rappresentato nel passato: il corpo, l’immagine, il rischio, lo spettacolo e soprattutto la sala cinematografica.

Mission: Impossible - The Final Reckoning e la sfida tra uomo e intelligenza artificiale

Al centro della storia c’è ancora una volta una minaccia apparentemente impossibile da fermare. Questa volta, però, il nemico assume una forma diversa: l’intelligenza artificiale, una presenza invisibile e onnipresente capace di controllare, prevedere e manipolare il mondo attraverso la rete.

Tutto è connesso. Il nostro destino sembra già scritto, ogni possibilità sembra calcolabile e ogni scelta potrebbe essere anticipata da un sistema che conosce il passato e può prevedere il futuro. Eppure, proprio in un’epoca dominata dal digitale, l’analogico rappresenta una speranza.

È questa, forse, una delle idee più interessanti di The Final Reckoning: di fronte a una tecnologia che sembra rendere l’essere umano sempre più prevedibile, ciò che resta davvero imprevedibile è la sua capacità di scegliere. Il futuro non è necessariamente già deciso. Sono le nostre azioni, i nostri errori, il nostro coraggio e la nostra determinazione a poterlo cambiare.

E così Ethan Hunt, ancora una volta, si trova a correre contro il tempo. Ma questa volta la sua missione assume un significato ancora più grande: salvare l’umanità significa anche difendere ciò che ci rende umani.

Tom Cruise, Ethan Hunt e l’idea di cinema

È proprio qui che Mission: Impossible - The Final Reckoning supera i confini del semplice blockbuster. La conclusione della saga rappresenta anche l’apice di un modo di concepire il cinema d’intrattenimento che ha segnato profondamente gli ultimi decenni.

Tom Cruise non è più soltanto la star che interpreta Ethan Hunt. Nel corso degli anni è diventato parte integrante dell’identità stessa della saga, fino a trasformarsi, attraverso le sue scelte produttive e creative, in una figura quasi autoriale. La sua presenza fisica, il suo rapporto con l’azione e la volontà di spingersi sempre oltre hanno contribuito a definire un’idea precisa di spettacolo cinematografico.

The Final Reckoning è allora la summa definitiva di una saga, di un genere e, soprattutto, di un’idea di cinema: quello insostituibile e immortale che nasce per la sala e continua a vivere per la sala, nonostante il progresso tecnologico e tutti i cambiamenti che hanno trasformato il modo in cui guardiamo i film.

Non è un caso che il cuore del film sia proprio il contrasto tra il digitale e l’analogico. Da una parte una minaccia capace di infiltrarsi ovunque, invisibile e potenzialmente onnipotente; dall’altra il corpo di Tom Cruise, reale, concreto, esposto al pericolo. La tecnologia può calcolare tutto, ma non può sostituire il rischio, l’imprevisto, il gesto umano.

L’ultima missione di Tom Cruise è una dichiarazione d’amore al cinema

Questo ultimo capitolo di Mission: Impossible è il trionfo dello spettacolo, dell’analogico, dell’immagine e del tempismo. Tutto ciò che, nel bene e nel male, definisce il cinema.

E forse è proprio questo il senso più profondo dell’ultima missione di Ethan Hunt: ricordarci che alcune esperienze non possono essere replicate, riprodotte o sostituite. Vanno vissute. E il cinema, quando riesce davvero a fare il cinema, è una di queste.

Vederlo al cinema è stato incredibile.

Grazie, Tom.

Grazie, Ethan.

Alla prossima missione.