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Locandina di The Palace 3
The Palace (2023) · © 01 Distribution

Recensione

The Palace- La recensione del film

3 / 5 2023 Regia di Roman Polanski Visto il 29 settembre 2023

È la storica notte tra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000: un momento di svolta atteso con grande allarmismo da parte di tutta la società, tra la paura del nuovo millennio e quella del cosiddetto Millennium Bug, ma che, in fin dei conti, non si rivelò molto diverso da qualsiasi altro Capodanno.

Ed è proprio così che Roman Polanski rappresenta il passaggio al nuovo millennio in The Palace: attraverso vizi, disavventure e bizzarrie di un variegato gruppo di ricconi riuniti in un lussuoso albergo sulle Alpi svizzere.

Un microcosmo chiuso, popolato da personaggi sopra le righe, nel quale il regista osserva con ironia un’umanità ricca, privilegiata e profondamente decadente. Una commedia corale che costruisce una satira dell’alta società.

The Palace: una commedia che fatica a far ridere

Il problema è che, almeno per quanto mi riguarda, si ride a malapena, mentre il tempo passa e i colpi di scena stentano ad arrivare.

Ed è qui che nasce il dubbio principale davanti a The Palace: scelta voluta o meno?

È difficile credere in un così repentino e drastico calo di consapevolezza da parte di un autore come Polanski, anche se è pur vero che, arrivato alla sua età, tutto è possibile.

Il film sembra infatti procedere in una sorta di immobilismo, nel quale le vicende dei vari personaggi si susseguono senza riuscire sempre a produrre quell’effetto comico che evidentemente Polanski ricerca. La struttura corale permette di passare da una situazione all’altra, ma non tutte le gag riescono a trovare la stessa efficacia.

Eppure, dietro questa apparente leggerezza, The Palace nasconde qualcosa di più interessante.

Putin, i ricchi e la satira di Roman Polanski

Il clima di generale immobilismo che avvolge il Capodanno 2000 di The Palace è infatti disturbato da un fatto di portata storica: l’ascesa di Vladimir Putin alla presidenza della Federazione Russa.

Mentre gli ospiti dell’hotel sono impegnati nei loro piccoli drammi personali, nelle loro ossessioni e nei loro eccessi, il mondo fuori sta cambiando. La televisione mostra il passaggio di consegne tra Boris Eltsin e Putin, avvenuto proprio il 31 dicembre 1999, creando un curioso cortocircuito tra la dimensione farsesca della serata e la Storia che si sta svolgendo al di fuori dell’hotel.

Polanski non si risparmia nemmeno una critica ai giovani, rappresentandoli come dei veri e propri arrampicatori sociali disposti a fare di tutto per ottenere fama e denaro, anche grazie alla complicità dei vecchi. E questi ultimi, proprio per questo, sono ugualmente - e forse ancora più - colpevoli.

Il bersaglio della satira è quindi un’umanità accomunata dal denaro e dal privilegio, ma incapace di trovare qualcosa di realmente significativo oltre il proprio benessere. Una classe sociale che entra nel nuovo millennio esattamente come aveva attraversato quello precedente: preoccupata soprattutto di se stessa.

Da questo punto di vista, The Palace ha una lettura potenzialmente interessante. La notte che dovrebbe segnare l’ingresso in un nuovo mondo diventa invece la fotografia di un’umanità incapace di cambiare davvero.

Certamente imperfetto, probabilmente anche poco ispirato, ma non da buttare.

E soprattutto, per quanto possa sembrare un paragone naturale vista l’ambientazione da Capodanno, i ricchi sopra le righe e la comicità spesso grossolana, i cinepanettoni sono ben altro.